Industrial Relations


Il punto di partenza del Progetto

Da alcuni anni assistiamo in Europa e in Italia alla formazione di un gruppo di medie e grandi imprese di successo (quarto capitalismo), che attraverso i sistemi di produzione cosiddetti intelligenti hanno saputo affermarsi sui mercati mondiali resistendo anche alla crisi economica recente. Robotica, nuovi materiali e dispositivi avanzati, virtual prototyping e in generale applicazioni delle tecnologie digitali al manufacturing, si stanno affermando nei sistemi produttivi di queste imprese. Qual e' l'impatto della produzione intelligente sull'organizzazione del lavoro e le dimensioni quantitative e qualitative dell'occupazione?

Naturalmente, l'applicazione delle tecnologie digitali ha richiesto e richiede trasformazioni radicali dei modelli produttivi e organizzativi. Sviluppare il capitale umano ed organizzativo, minimizzare gli impatti ambientali, usare risorse rinnovabili, aumentare l'efficienza e la flessibilita' degli impianti, sono gli elementi che in maggior misura risultano caratterizzare questa nuova fase del sistema manifatturiero. Inoltre, relativamente alla qualita' dell'occupazione, in base ad alcuni recenti studi in Europa si stanno affermando, tra gli altri, due modelli dell'organizzazione del lavoro. Soprattutto nelle fabbriche cosiddette intelligenti abbiamo una "manifattura collaborativa", con imprese nelle quali i lavoratori partecipano alla soluzione dei problemi, affrontano e risolvono gli imprevisti, e in cambio ricevono un clima collaborativo, formazione, possibilita' di avanzamento di carriera e incremento della loro occupabilita'. A questo modello si contrappone la "manifattura costruttiva", cioe' un modo di produzione superfordista ancora prevalente, basato sul lavoro usa e getta, competenze poco qualificate, forme precarie di lavoro, poche opportunita' per i lavoratori di formarsi.

In Europa alcuni studi contano circa 100 mila imprese che fanno riferimento alla produzione (o quarto capitalismo); in Italia si puo' parlare di 4/5 mila aziende, radicate quasi interamente nelle aree del Nord e in parte del Centro, specializzate nei settori tipici del Made in Italy. Nei Paesi dell'Europa dell'Est e anche in Portogallo questi fenomeni sono collegati soprattutto ai processi di delocalizzazione avviati negli ultimi anni dalle grandi multinazionali operanti nei settori dell'industria. Ad ogni modo, si tratta di un fenomeno in crescita sia in Italia che in Europa, un risultato che va messo in relazione anche con gli esiti dei processi di ristrutturazioni aziendali avviati nella fase di crisi.

In questo contesto le relazioni industriali sono particolarmente interessate dall'affermarsi dei nuovi modi di produzione. A fronte dell'avanzata tecnologica, che in genere implica un utilizzo meno intensivo della forza lavoro, l'organizzazione del lavoro e la partecipazione del lavoratore alla produzione sono oggetto di rilevanti trasformazioni (quantita' dell'occupazione, forme contrattuali, tutele, forme d'incentivi e premi, coinvolgimento attivo del lavoratore nei processi produttivi formazione, soddisfazione), ancora non comprese appieno. Sono ancora pochi gli studi che analizzano i cambiamenti interni al sistema delle relazioni sindacali provocati dalla produzione intelligente. Vi e' la necessita' di una migliore comprensione dei fenomeni sopra citati e della conseguente elaborazione di nuovi schemi di lettura e modelli di relazioni industriali. Come le parti sociali possono migliorare le relazioni industriali per la gestione dei processi produttivi emergenti?

Finalita' e azioni del Progetto

Partendo da questi presupposti il nostro progetto persegue obiettivi coerenti con gli indirizzi Ue, prevedendo la realizzazione di una fase di studio sui nuovi modi di produzione (Smart production) e in generale sui processi del cambiamento (anticipazione, preparazione e gestione) nonche' la realizzazione di misure (elaborazione di linee d'indirizzo per le relazioni industriali, training per le parti sociali) idonee a sviluppare la capacity building delle parti sociali. In particolare il progetto intende favorire l'adattamento dei sistemi di relazioni industriali alle trasformazioni nel mondo del lavoro, in coerenza (sia pure adottando un punto di vista critico) con la strategia Europa 2020 (una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva) e con i recenti orientamenti politici manifestati dalla Commissione Ue (Crescita, equita' e cambiamento democratico).

In tale contesto, si vuole fornire un contributo alla costruzione di nuovi sistemi di relazioni industriali coinvolgendo un ampio partenariato (6 paesi partner, 4 istituti di ricerca, 6 organizzazioni sindacali, le rappresentanze datoriali delle multinazionali Pirelli e della Sorin il consiglio di lavoratori della Volkswagen in Portogallo e della FCA polacca di Tichy) e dedicando una forte attenzione ai temi delle diseguaglianze territoriali.

Questi i risultati attesi:

Migliorare la conoscenza delle parti sociali circa i processi di produzione intelligente in Europa, con particolare riferimento all'anticipazione dei cambiamenti, allo sviluppo dell'occupazione, all'organizzazione del lavoro, alla valorizzazione del capitale umano (partecipazione, formazione, occupabilita') e ai modelli di relazioni industriali. Identificare buone pratiche e offrire alle parti sociali europee e dei paesi partner un ricco quadro conoscitivo (data base) sulle principali esperienze di produzione intelligente realizzate nei settori industriali della meccanica e automotive e della chimica. Promuovere modelli adeguati delle Relazioni industriali nei settori della produzione intelligente (industria meccanica, automotive e chimica), in grado di coniugare gli obiettivi della salvaguardia dell'occupazione e dello sviluppo dello Smart working; Definire strategie per minimizzare gli impatti negative nei confronti dei lavoratori; Identificare e promuovere linee guida coerenti con Europe 2020 Strategy, per anticipare i processi di cambiamento e gestire in modo efficace i processi di ristrutturazione aziendale Innalzare il livello di qualificazione di 100 rappresentanti delle parti sociali, che parteciperanno alla fase di training.

Le tappe principali

Il progetto si svolgera' attraverso tre fasi principali: ricerca, scambio di esperienze, elaborazione di indirizzi generali e training per le parti sociali.

Il punto di partenza e' la consapevolezza che i processi della produzione intelligente sono ancora poco conosciuti in Europa e in modo particolare nei paesi partner. Proprio per questo motivo abbiamo progettato una serie di attivita' dedicate alla realizzazione di indagini quantitative e qualitative, che verranno realizzate da 4 istituti di ricerca.

La prima fase (dal primo al sesto mese) prendera' avvio con la realizzazione dell'incontro di Torino, il 18 aprile 2016. Si costituira' la cabina di regia, che sara' composta dai componenti dei 4 Istituti di ricerca coinvolti nel progetto e da rappresentanti degli altri partner. Sulla base di una proposta formulata dall'Ires Morosini si metteranno a punto la metodologia e gli strumenti di analisi e valutazione utili alla realizzazione della prima fase e allo scambio di esperienze (seconda fase).

E' prevista la realizzazione di due studi a livello transnazionale oltre ad approfondimenti che riguarderanno due esperienze pilota della produzione intelligente (la Pirelli e la Volkswagen in Portogallo si sono distinte per il forte ricorso alla robotizzazione cui ha corrisposto un adeguamento dell'organizzazione del lavoro e nuove relazioni industriali, con punti di forza e di criticita') e un'esperienza esemplificativa sull'impiego del capitale umano in Piemonte (la Sorin multinazionale in Saluggia, Vercelli) per la presenza di buone relazioni industriali nell'ambito della produzione di apparecchi elettromedicali (settore della chimica).

Per quanto riguarda il piano delle indagini, in primo luogo sara' predisposta un'analisi desk per studiare a livello europeo la produzione intelligente nei settori manifatturieri, con particolare riguardo alla meccanica e all'automotive e alla chimica. Si esamineranno le esperienze realizzate in numerosi Stati Ue, con approfondimenti nei paesi partner. In particolare Fiequimetal, trade union portoghese, condurra' un'analisi sulla produzione intelligente in Portogallo; l' Institute for Employement Studies in London (England) si occupera' della produzione intelligente in Western Europe (Belgium, France, Scandinavian Countries, UK); l'institute for Social and Trade Union Research (ISTUR) in Sofia (Bulgaria) si occupera' di uno studio a livello nazionale e lo stesso fara' l'Ires Lucia Morosini per l'Italia, l'Austria, la Germania e la Spagna. Inoltre, il Sindacato polacco nazionale (Federacja Zwiazkow Zawodowych Mtalowcy) attraverso il suo ufficio studi realizzera' un'indagine sulla produzione intelligente a livello nazionale, con particolare riferimento all'esperienza realizzata nell'ambito della Fca di Tychy.

L'analisi desk si concentrera' in particolare su:

a) le strategie delle imprese relative a: organizzazione del lavoro, sicurezza, tutela dei diritti, capitale umano, formazione continua, forme contrattuali, partecipazione dei lavoratori al processo produttivo, salari e forme d'incentivi; b) i modelli di relazioni industriali sperimentati e consolidati; c) il contesto (istituzionale e di regolazione, socio-economico e territoriale) che puo' favorire lo sviluppo della produzione intelligente.

Il secondo studio sara' condotto attraverso la somministrazione di un questionario semi- strutturato a 100 stakeholder (di cui 40 rappresentanti delle associazioni datoriali e di aziende leader, 40 sindacalisti e 20 testimoni privilegiati, tra i quali esperti e amministratori pubblici), per indagare gli aspetti piu' qualitativi della fabbrica intelligente, ampliare i punti di vista, individuare buone pratiche, acquisire suggerimenti per il miglioramento delle relazioni industriali. Lo studio sara' condotto dall'Ires Lucia Morosini, che provvedera' a: impostare il questionario con la collaborazione degli altri istituti di ricerca e dei partner; somministrare i questionari al campione degli stakeholder; elaborare i dati statistici; predisporre il commento alle analisi statistiche. Gli stakeholder verranno selezionati entro i primi due mesi di attivita' del progetto, sulla base dei criteri individuati durante l'incontro di Torino. Ad ogni modo e' previsto che il 50% degli stakeholder da intervistare risieda nei paesi partner del progetto mentre la restante meta' opera invece negli altri paesi europei, e in particolare nell'Europa del Nord, Francia e Germania (dove cioe' i processi della produzione industriale appaiono piu' intensi). L'Ires Morosini curera' anche l'approfondimento qualitativo sull'esperienza produttiva della Sorin in Saluggia (Vercelli, Italia), che riguarda il settore delle apparecchiature elettromedicali.

In questa fase, il 20 e 21 giugno 2016 sara' realizzato il workshop di Barcellona, allo scopo di effettuare una prima valutazione intermedia, acquisire nuovi punti di vista attraverso lo scambio di esperienze, armonizzare metodi e tecniche di analisi. In questa occasione, l'Ires Morosini somministrera' a tutti i partner un breve questionario per valutare l'andamento delle attivita' di ricerca anche allo scopo di riprogrammare eventualmente il programma dei lavori.

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